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DORSO
Si sta a pancia in su, con
la pancia fuori dallacqua, senza problemi di respirazione:
forse è per questo che molti giudicano con una certa
superficialità il dorso. In realtà, è uno stile più
complicato di quanto appaia, che per essere nuotato ai massimi
livelli richiede speciali doti di galleggiamento. Ma anche il
nuotatore "della domenica" può imparare a nuotarlo con
più stile e velocità.

Tante
vasche a sole gambe
lerrore più classico del dorso è
quello di piegare il sedere, di non stare ben dritti col corpo.
Per trovare la giusta posizione e tenere alto il bacino, è
allora bene allenarsi facendo molte vasche a sole gambe, tenendo
le mani ora lungo i fianchi, ora in alto, ora fuori dallacqua.
Per non essere indotti in tentazione di piegare il bacino, è
utile contrarre leggermente i glutei.
Attenti alla respirazione
proprio perché si pensa che nel dorso non ci siano problemi di
respirazione, si finisce qualche volta per dimenticare di
respirare e andare così in debito di ossigeno. Per respirare al
meglio, prendete come metronomo il movimento delle braccia: ad
esempio, inspirate quando entra in acqua il braccio sinistro;
espirate quando entra in acqua il braccio destro. E poi
ricordatevi di non respirare mentre il braccio è nella fase
aerea, perché qualche goccia finisce sempre per cadere
Tonificare addominali e dorsali bassi
avere allenati ed elastici questi muscoli
grazie a un po di ginnastica in palestra agevola il rollio
delle spalle, fondamentale per un dorso efficace.
"Pescare" in profondità
il rollio delle spalle è utile perché consente alla mano di
andare a pescare acqua in profondità, così da avere una passata
più ampia e redditizia. Il rollio è ostacolato dalla
progressiva diminuzione di mobilità, che con gli anni subisce il
cingolo scapolo-omerale.
Testa
ferma
non bisogna spostare il capo di qua e di là, non bisogna
accompagnare il rollio delle spalle. La testa è appoggiata allacqua,
in modo da intravedere appena la schiuma formata dalle gambe.
Entrata e uscita di taglio
si entra in acqua con il mignolo, con la
mano di taglio, ancora con il mignolo (più difficile, ma più
efficace) oppure con il pollice (più istintivo).
Accelerare la fase aerea
fa entrare in acqua con più velocità è profondità, per
trovare il giusto rollio delle spalle.
Bracciata a gomito alto
e soprattutto mai a braccio teso. Come si può vedere dalla
sequenza proposta ad inizio pagina, il gomito anticipa la mano
per spingere meglio. inoltre, la spinta va esercitata nella
direzione dei piedi fino in fondo, così da chiudere bene la
bracciata.
Continuità
in una buona nuotata a dorso cè
sempre un braccio in spinta, non ci sono mai fasi morte. Quando
un mano sta per entrare in presa, laltra non ha ancora
finito la fase di spinta, in unideale staffetta senza
soluzione di continuità. Per un miglior ritmo delle braccia, è
utile nuotare a sole braccia, con il pull-buoy allinguine o
con un laccio legato alle caviglie.
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