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RANA

Il disegno mostra la sequenza di movimenti che compone un corretto stile a rana vista di profilo e dall'alto. Come si può notare, la testa emerge solo quando la fase attiva della bracciata è quasi terminata. A lato i tre movimenti principali della virata.

E’ lo stile più lento, l’unico in cui la maggiore propulsione viene dalle gambe.
Ed’ è anche il più facile, ma solo in apparenza.
Sarà perchè la posizione della rana è la più spontanea da assumere in acqua, sarà perchè permette di tenere la testa fuori dall’acqua, qualche vasca a rana, in un modo o nell’altro, è in grado di nuotarla chiunque. Ma nuotare bene questo stile è tutta un’altra cosa.
Per nuotare bene a rana ci vuole quindi un po’ di pratica.
E’ eccellente sotto il profilo del fitness: per gli uomini tonifica alcuni piccoli muscoli a livello pelvico, il che – secondo gli andrologi – permette di migliorare la performance sessuale.

La rana è come un balletto: per migliorare in questo stile è indispensabile "sentire il ritmo, coordinare bene il movimento di gambe e braccia in funzione di una sorta di metronomo interno che, una volta a punto, deve scattare in automatico.
Sincronia tra gambe e braccia: quando cominciate a chiudere la fase attiva della bracciata, dovete iniziare a recuperare con le gambe. Analogamente, nel momento in cui si fa la gambata, le braccia si distendono in avanti. Tra questi due tempi il corpo è disteso e allineato. In questo istante conviene stare fermi al fine di sfruttare bene lo scivolo, prima di iniziare a tirare nuovamente con le braccia e a recuperare con le gambe.
I tempi dell’azione: immaginando il movimento delle gambe in quattro tempi, la fase di spinta occupa solo un tempo, mentre il ricupero delle gambe gli altri tre. Per le bracciata avviene il contrario: tre tempi per la trazione, un tempo per il ricupero delle braccia in avanti.
Respirate al momento giusto: attenzione a quando sollevate la testa per respirare. C’è un momento preciso in cui farlo: dal punto di vista tecnico, l’istante corretto è alla fine della trazione delle braccia, quando il busto tende naturalmente a emergere. Invece un errore comune è quello di anticipare la respirazione a metà bracciata.
Braccia aperte: il vero movimento della bracciata deve essere ampio. I gomiti restano appena sotto la superficie e le mani, che spingono più in profondità ed esternamente rispetto alla linea del gomito.
Un potente colpo di frusta: la gambata è una staffilata veloce quanto efficace. Cercate di tenere i piedi a martello (cioè con angolo di 90° tra piede e gamba) e ruotati all’esterno rispetto alla linea della gamba. Nella fase di recupero, i talloni vanno verso i glutei con le ginocchia vicine, e non larghe come si vede fare spesso.

 

Recupero delle braccia.
La fase successiva al recupero delle braccia è la spinta con le gambe.